La parola italiana « tartufo » ha viaggiato. La sua radice latina precede l’Impero Romano; la sua forma moderna si fissò nel toscano tardo medievale; la sua ortografia e il suo significato attuali si stabilizzarono nel Cinquecento-Seicento. Lungo il viaggio, la parola ha acquisito un cugino di cioccolato e una piccola famiglia di varianti regionali. L’articolo qui sotto ripercorre il viaggio, fissa le regole di maiuscola e plurale, e risolve la questione del cioccolato.

La radice latina

La parola discende dal latino tūber — letteralmente « escrescenza », « gonfiore » o « radice tuberosa ». Plinio il Vecchio, nella sua Historia Naturalis (intorno al 77 d.C.), usa la forma tubera terrae, « tuberi della terra », per distinguere i funghi sotterranei dai tuberi aerei e dai più comuni funghi commestibili della cucina romana. Una forma latina popolare più antica, terrae tūber, sembra aver plasmato la parola durante il suo viaggio attraverso i dialetti romanzi, dove la seconda sillaba non accentata si è ammorbidita e spostata nelle forme riconosciute oggi.

Il latino tūber sopravvive come nome di genere botanico moderno. La Monographia Tuberacearum di Carlo Vittadini (1831) — la monografia scientifica fondatrice sui tartufi europei — mantenne il termine romano e costruì la tassonomia moderna intorno ad esso: Tuber magnatum, Tuber melanosporum, Tuber uncinatum, Tuber aestivum. Il nome di genere è sempre in maiuscolo e in corsivo negli scritti scientifici; il nome comune italiano no.

I discendenti romanzi

L’italiano usa tartufo, il francese truffe, lo spagnolo e il portoghese trufa, il catalano tòfona, il rumeno trufă. Tutte queste forme risalgono alla stessa radice latina, ma il cammino non è stato dritto. L’etimologia popolare, i dialetti regionali e l’influenza di parole vicine — in particolare tuffer in provenzale antico, verbo che significa « scavare per estrarre » — hanno prodotto una piccola famiglia di parole per una piccola famiglia di funghi.

L’italiano ha preservato la forma sonora latina nel modo più fedele: tartufo è riconoscibile come discendente di terrae tūber. Il francese ha addolcito la seconda sillaba, abbandonando la desinenza -er e ammorbidendo il gruppo consonantico: truffe emerge in francese antico verso il XIII secolo. Spagnolo e portoghese hanno seguito lo schema francese; il catalano ha mantenuto un legame più stretto con la forma verbale provenzale. Ogni lingua ha fissato la propria ortografia entro l’inizio dell’età moderna.

In italiano

La parola compare in italiano dal XIII secolo, in grafie variabili (tartufo, tartuffo, tartufolo), prima di stabilizzarsi a tartufo nel Rinascimento. All’epoca di Boccaccio e Dante, le forme erano già consolidate. La parola è trattata come sostantivo italiano regolare di genere maschile: un tartufo, due tartufi, il tartufo, i tartufi. Il singolare è anche usato collettivamente in espressioni fisse — « la stagione del tartufo », « la cerca del tartufo », « il mercato del tartufo ».

La pronuncia italiana /tarˈtuːfo/ mantiene un legame stretto con l’originale latino. La variazione regionale all’interno dell’italiano è minima; piemontese e toscano pronunciano la parola in modo identico, sebbene il piemontese abbia il suo dialettale trifulau per il cercatore.

Nota sulla maiuscola

Il nome di genere Tuber è sempre in maiuscolo e in corsivo, come vuole la convenzione del latino botanico: Tuber magnatum, Tuber melanosporum, Tuber uncinatum, Tuber aestivum. L’epiteto specifico — magnatum, melanosporum, uncinatum, aestivum — è in corsivo ma in minuscolo. I nomi comuni italiani — tartufo bianco, tartufo del Perigord, tartufo uncinato, tartufo estivo — non si mettono in maiuscolo a meno che non inizino una frase o contengano un nome proprio (Perigord, Alba). La stessa regola vale in francese (truffe blanche d’Alba) e in inglese (white truffle of Alba).

Radice latina
tūber
Francese
truffe
Spagnolo
trufa
Plurale (IT)
tartufi

Il cugino di cioccolato

Un « tartufo di cioccolato » è una confezione di cioccolato — una piccola pallina di ganache rotolata nel cacao in polvere, talvolta ricoperta di cioccolato temperato. Prende il nome solo dalla somiglianza visiva con un tartufo nodoso e impolverato cavato dalla terra. Le due cose non condividono nient’altro.

La confezione è un’invenzione francese della fine dell’Ottocento. Auguste Escoffier la registra nel suo Le Livre des Menus del 1922, ma la forma si era già stabilita a Parigi e nelle grandi città di provincia francesi negli anni Ottanta. Il cioccolatiere britannico Charbonnel et Walker (Mayfair, fondato nel 1875) figura tra i primi produttori commerciali documentati; cioccolatieri belgi e svizzeri hanno adottato la forma in un decennio. La confezione è più giovane del mercato del tartufo del Perigord, molto più giovane delle fiere autunnali italiane, e molto più giovane della specie stessa. Il fungo è più antico della storia scritta; il cioccolato è più giovane della ferrovia.

La questione tedesca

Una questione linguistica perenne nel mondo del tartufo germanofono: è der Trüffel o die Trüffel? La risposta tedesca standard — femminile, die Trüffel, plurale die Trüffeln — non è universale: il tedesco svizzero, austriaco e meridionale usa spesso il maschile, per analogia con altri nomi di funghi (der Steinpilz, der Pfifferling). Per la discussione più lunga, vedi l’articolo tedesco compagno su trueffel-shop.com.

Domande frequenti

Qual è il plurale di « tartufo » in italiano?
Regolare: un tartufo, due tartufi. Il singolare è anche usato collettivamente in espressioni fisse — « la stagione del tartufo », « la cerca del tartufo », « il mercato del tartufo ».
Perché il francese dice « truffe » e l’italiano « tartufo »?
Entrambi discendono dalla stessa radice latina tūber (escrescenza, gonfiore) ma hanno viaggiato attraverso dialetti romanzi diversi. L’italiano ha preservato la forma sonora latina t-r-t-f; il francese, sotto l’influenza del latino popolare terrae tūber e del provenzale antico tuffer, ha addolcito la seconda sillaba. Lo spagnolo trufa, il portoghese trufa, il catalano tòfona e il rumeno trufă mostrano tutti varianti locali della stessa deriva.
Si scrive con la maiuscola?
Il nome di genere botanico Tuber è sempre in maiuscolo e in corsivo nelle convenzioni del latino scientifico. Il nome comune italiano — tartufo bianco, tartufo del Perigord, tartufo uncinato, tartufo estivo — non si mette in maiuscolo a meno che non inizi una frase o contenga un nome proprio (Perigord, Alba). La stessa regola vale in francese e in inglese.
Un cioccolatino al tartufo è un vero tartufo?
No. La confezione di cioccolato — una piccola pallina di ganache rotolata nel cacao in polvere — è stata inventata in Francia alla fine dell’Ottocento e prende il nome solo dalla somiglianza visiva con un fungo nodoso e impolverato. Le due cose non condividono nient’altro. Il fungo è più antico della storia scritta; la confezione è più giovane della ferrovia.
Altre lingue chiamano il tartufo in modo diverso?
Le lingue romanze usano tutte discendenti latini (tartufo, truffe, trufa, tòfona, trufă). Il tedesco usa Trüffel (un prestito latino tramite l’italiano, femminile nello standard moderno). Le lingue slave usano forme varie — russo трюфель, polacco trufla. Il mandarino ha 块菌 (kuàijūn, « fungo-blocco »), un calco piuttosto che un prestito. Il Tuber botanico è universale.

Glossario

tūber
Latino: escrescenza, gonfiore, radice tuberosa. Radice di ogni parola romanza e inglese per il tartufo, e nome moderno del genere botanico.
terrae tūber
Latino popolare « tubero della terra ». La frase che ha plasmato i discendenti italiano, francese e spagnolo.
tuffer
Verbo provenzale antico che significa « scavare per estrarre ». Influenzò l’ammorbidimento francese dell’originale latino in truffe.
Tuber (in maiuscolo)
Il nome di genere botanico, sempre in corsivo e in maiuscolo negli scritti scientifici. Da distinguere dal sostantivo comune italiano.
Tartufo di cioccolato
Confezione francese di ganache rotolata nel cacao in polvere, chiamata solo per la somiglianza visiva. Invenzione di fine Ottocento.

Fonti

  1. Plinio il Vecchio (intorno al 77 d.C.). Historia Naturalis, libro XIX. Riferimento classico più antico che usa tubera terrae.
  2. Vittadini, C. (1831). Monographia Tuberacearum. Milano. Tassonomia moderna del genere.
  3. Vocabolario Treccani — dizionario italiano; voce « tartufo » traccia la storia linguistica.
  4. Oxford English Dictionary, voce « truffle, n. ». Prima attestazione inglese 1591 (Plat).
  5. Escoffier, A. (1922). Le Livre des Menus. Registra il tartufo di cioccolato come confezione parigina consolidata.